Silicon Valley Study Tour

Dalla rivista universitaria del Politecnico di Torino "Poli in Corso"

http://poliincorso.altervista.org/come-si-arriva-in-silicon-valley/


Ci sono diversi modi per ritrovarsi a spendere (almeno) qualche mese in California, nella “Valle del Silicio”. Innanzitutto c’è chi ha la Green Card e quindi è un permanent resident (“someone who has been granted authorization to live and work in the United States on a permanent basis”), ma a questa condizione privilegiata arriva chi è nato in USA o chi ci vive già da tempo. C’è poi chi vi arriva perchè lavora in una azienda multinazionale e viene trasferito oppure chi frequenta il quarto anno di scuola superiore là (con i programmi ad hoc) e trova un modo per rimanerci. Ma uno studente in Italia, che studia ad esempio al Politecnico di Torino, come fa a raggiungere questo desiderato traguardo?

Facciamo un inciso necessario per proseguire: prima di pensare al come, va sempre precisato il perchè vale la pena di fare una certa cosa. D’altra parte, “Non esiste niente di più incomprensibile della risposta a una domanda che non si pone” quindi va chiarita una motivazione che vada al di là del sogno americano un po’ astratto (quello si può soddisfare anche solo andandoci in vacanza in USA) o del pensiero “In Silicon Valley fanno tutti i soldi in fretta, quindi anche io se ci vado faccio un sacco di soldi” (fare tanti soldi è una motivazione che potrebbe andare bene, ma una certa condizione al contorno può solamente facilitare il successo, non regalarti l’idea per il nuovo Google solo perchè vai ad abitarci a pochi km di distanza…).

Quindi perchè la Silicon Valley? La risposta è: per imparare.

E’ una risposta che va bene un po’ per tutto, ma la verità è che nella vita si ha bisogno di maestri, ossia persone che conoscono qualcosa profondamente, perchè ne sono innamorati. E lo sono a tal punto che non vedono l’ora di spiegarlo agli altri, di far vedere loro il bello che hanno incontrato. E se sono anche testimoni, cioè riescono a comunicarti tutto questo semplicemente vivendo, allora sei sicuro che crescerai (umanamente e professionalmente) in maniera esponenziale.

In fondo le università sono nate in questo modo: i ragazzi affamati di cultura (cioè di un giudizio sulla realtà) si muovevano, partivano da casa per andare a Parigi, Bologna, Torino, per incontrare questi maestri. Tutto questo temo si sia un po’ perso per strada e quello che si cerca oggi è spesso purtroppo un concentrato di nozioni da assumere per via scritta o per via orale nel più breve tempo possibile per poi arrivare a vivere la vita, quella vera (?), perdendosi così il gusto della scoperta di quello che ci interessa davvero, insieme a compagni di strada curiosi, attraverso l’incontro con persone eccezionali (sì, ce ne sono ancora).

Come si collega questo alla regione californiana? Semplice: qua è pieno di maestri.
Ci sono stati William Hewlett and David Packard: laureatisi a Stanford, hanno fondato la HP in un garage negli anni 1930. Robert Noyce and Gordon Moore, fondatori della Intel, 1968. Len Bosack and Sandy Lerner nel 1984 fondano Cisco, maggiore produttore mondiale di router e non solo. Come non ricordare poi i celeberrimi Steve Jobs e Steve Wozniak, fondatori della Apple nel 1975 (rispettivamente a 20 e 25 anni), e Larry Page e Sergey Brin, studenti a Stanford, fondatori di Google nel 1998 (in un garage), entrambi venticinquenni.
Atre aziende di qua sono (per citarne alcune): Pixar, Oracle, Sun, Adobe, Ebay, Symantec, Paypal, Siemens, Facebook, Fujitsu, Sony, Microsoft, Youtube, Mozilla, Nokia, alcune non nate qui ma trasferitesi in maniera consistente.

Why? Perchè i maestri attirano altri maestri, perchè Stanford ha 12 miliardi di dollari e aiuta questo sviluppo imprenditoriale (da lei son nate Hewlett-Packard, Electronic Arts, Sun Microsystems, Nvidia, Yahoo!, Cisco Systems, Silicon Graphics, Google e l’acceleratore di particelle SLAC). Perchè l’ambiente è stimolante, sia dal punto di vista economico (qualche decina di miliardi di dollari investiti ogni anno in quest’area più piccola della Val d’Aosta), che mentale (vedi la giovanissima età dei fondatori di molte di queste grandi aziende), che climatico (la California è il Golden State).

L’ambiente chiama a raccolta chi è propenso a occuparsi di tecnologia, specilamente per chi ha un’idea e vuole svilupparla, ma le idee sono importanti anche se non è necessario siano perfette, perchè “What matters is not ideas, but the people who have them. Good people can fix bad ideas, but good ideas can’t save bad people” ha ditto Paul Graham. E tutti gli imprenditori che ho incontrato hanno detto che il fallimento non è negativo, anzi molti ci han detto “Fallire fa parte del gioco. Fallire e’ la strada per il successo. Fallire spesso, fallire presto. E poi si riprova”. Qui gli investitori danno maggiore importanza al team: persone eccellenti, assetate di conquistare il mondo: “Cercare di essere sempre i primi o i secondi altrimenti meglio uscire dal mercato”, HP manager.

Ecco questo è l’ambiente in cui mi ritrovo per fare un tirocinio di 6 mesi in Email Marketing. Non male, vero?

Vi rimando ai prossimi numeri e al website per sapere come effettivamente ci si arriva in Silicon Valley dal Politecnico e com’è lavorarci, anche se solo per qualche mese.


Stefano Pistillo


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Tags: Corso, Lavori, Pistillo, Politecnico, Silicon, Stefano, Torino, Valley, in

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Comment by paolo marenco on November 19, 2010 at 8:50am
Good Stefano, for your young italian colleagues!

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